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E’ di recente pubblicazione la sentenza del TAR che conferma ad oggi l’esistenza di un’area boscata in corrispondenza del’oasi.

ANTEFATTO

Nel 2012 il comune di Roverchiara chiede un parere alla Regione Veneto – Servizi forestali (gli unici competenti in materia forestale dato che al loro interno vi sono laureati in scienze forestali ed ambientali) per sapere se la vegetazione da decenni lasciata alla libera evoluzione, sia definibile BOSCO ai sensi della legge regionale n. 52 del 1978. I servizi forestali rispondono affermando che l’area è da intendersi boscata in parte, ed il comune di Roverchiara recepisce tale parere riportandolo nei propri strumenti urbanistici del PAT e PI.

La ditta proponente la discarica fa quindi immediatamente ricorso al TAR il quale sostanzialmente respinge il ricorso perchè il parere dei servizi forestali non ha di per se leso alcun diritto.

Ovviamente alla ditta richiedente il fatto che l’area si definita ufficialmente boscata complica e non poco le cose perché per fare la discarica dovrebbero ottenere il parere della Sovrintendenza per i beni paesaggisitci ed il parere dei servizi forestali per l’eliminazione di un bosco al posto del quale fare una discarica.

A parte tutto questo, come mai la commissione VIA non ci vuole sentire sulla definizione di bosco dell’area? Per loro che devono valutare l’impatto e la sostenibilità ambientale di un progetto dovrebbe già di per se essere elemento minimo e sufficiente per affermare che la discarica non si può fare al posto della nostra bella oasi!!!

Invece, stando a quanto riportato sul quaotidino L’Arena del 23 maggio 2013, pare che la loro più grande preoccupazione sia quella di avere la certezza da parte degli avvocati consulenti, della legittimità di scavalcare il Piano d’area Valli grandi veronesi, che già tutela la zona, per poter quindi esprimere un parere positivo il meno attaccabile possibile.

L’Arena 23 Maggio 2013

Terzo documento della serie relativa agli studi effettuati presso l’oasi. Si tratta dell’indagine faunistica in senso ampio redatta da ricercatori che da tempi non sospetti, dal lontano 1995, seguono l’area per il suo valore ambientale. Ovviamente anche in questo caso i risultati sono stati eclatanti! Ringrazioamo pertanto il prof. Roberto Pollo. Buona lettura.

Relazione faunistica

Ancora in attesa di sapere il parere della commissione VIA riportiamo il link ad un interessante articolo che, qualora verificato, ci può far riflettere su quanto possiamo fidarci di chi è da noi delegato (e ben pagato) per fare gli interessi pubblici, cioè i nostri interessi. L’articolo parla del settore rifiuti che è intimamente connesso all’esistenza dell’Oasi di roverchiara.

Cosa dite possiamo stare tranquilli no?!?

Regione, la Guardia di Finanza indaga su carte e dossier dell’Ufficio rifiuti

 

Rimandato nuovamente il parere della commissione VIA in attesa di pareri da enti esterni alla commissione. Oggi sul giornale L’Arena. Articolo 29 Marzo 2013 L'Arena

Invito tutti a partecipare alla petizione on line da consegnare al Presidente Luca Zaia, che spesso ha parlato di tutela del territorio. Vediamo nei fatti quanto ci tiene.

http://www.change.org/it/petizioni/al-presidente-della-regione-veneto-luca-zaia-fermi-la-realizzazione-della-discarica-d-amianto-a-roverchiara-vr

Nell’articolo si citano vicende giudiziarie che coinvolgono la ditta NEC New Ecology (che di New e di Ecology non so bene cosa abbiano visto quello che vogliono realizzare) che guarda caso è la ditta che vorrebbe fare la discarica di amianto nella nostra bella oasi. Ma secondo voi, sempre per il principio di cautela, prima di dare autorizzazioni a questa azienda non sarebbe meglio attendere gli esiti della vicenda giudiziaria per sapere quanto affidabile sia?!? Il perduto buon senso. Per approfondimenti:

http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2012/10/31/news/rifiuti-pericolosi-tre-rinvii-a-giudizio-1.5954199

Proseguima con la pubblicazione degli studi effettuati presso la nostra meravigliosa oasi. Oggi proponiamo la relazione erpetologica. Noterete al suo interno, tra le altre, la presenza documentata della tartaruga palustre, relitta in seguito alle bonifiche ed alla riduzione del suo habitat naturale. Le zone umide appunto. Come evidenziato nelle conclusioni, la distruzione dell’oasi per costruirvi una discarica di amianto eliminerebbe definitivamente tale specie che di certo non si sposta verso altri siti idonei alla sua sopravvivenza.

Lasciamo sempre a voi il giudizio incondizionato sul valore ed il pregio dell’oasi.

Relazione erpetologica

Poichè a quanto pare, secondo le fonti più atttendibili, la commissione VIA darà parere favorevole alla realizzazione della discarica di amianto nell’area della nostra cara Oasi, vogliamo proporre alla vostra attenzione una serie di studi che ne dimostrano il pregio naturalistico ed ambientale completamente ignorato dai componenti della comissione VIA. D’altra parte cosa aspettarsi da figure la cui formazione non prevede conoscenze in tale ambito? Ricordo infatti che all’interno della commissione vi sono ingegneri, architetti, chimici e geologi. Non compaiono figure quali dottori agronomi, dottori forestali, naturalisti o quasiasi altra figura simile che sia in grado di comprendere a fondo ed in modo esteso il significato di Valutazione d’Impatto Ambientale. Siamo più che certi che voi, nostri sostenitori, pur senza prendere compensi di migliaia di Euro ed applicando il semplice buonsenso, saprete esprimere un giudizio in merito all’impatto ambientale di una discarica di amianto al posto del meraviglioso e complesso biotopo ben descritto dagli studi scientifici che pubblicheremo.

Relazione botanica

Carissimi eccoci di nuovo dopo una lunga assenza per effetto dello stop di 2 anni sancito dalla regione per approfondire gli studi sulla nostra cara oasi. I risultati di tali studi condotti da esperti botanici, faunisti e geologi, hanno dato risultati inattesi. Sono state individuate moltissime specie alcune delle quali rare e tutelate a livello europeo. Purtroppo però tali risultati al momento non sono stati sufficienti per scongiurare l’incubo amianto a Roverchiara che sembra destinato a materializzarsi in tutta la sua pericolosità. Una vicenda che dura da dieci anni e che vede i cittadini di questo piccolo Comune della pianura veronese opporsi al tentativo da parte di una ditta privata di realizzare una discarica di amianto della capacità nominale di 500.000 metri cubi in un’area già sottoposta a vincolo di tutela per l’elevato valore ambientale.

Oggi, Mercoledì 20 marzo, la Commissione di Valutazione Impatto Ambientale (V.I.A) regionale si riunirà per esprimersi sulla richiesta presentata dalla ditta NEC new ecology per la realizzazione dell’opera e la paura dei cittadini è che possa esserci un parere favorevole da parte della Commissione. Nel 2007 il Consiglio Regionale ha plauso ed approvato una variante al piano urbanistico che tutela l’area come zona umida; nel 2010 lo stesso Consiglio ha elargito un contributo al Comune per approfondire gli studi geologici e ambientali bloccando l’iter della V.I.A; nel 2012 la Regione ha approvato il Piano d’Area che confermava la tutela ambientale del sito e vietava la realizzazione di qualsiasi discarica. Quello che oggi risulta a tutti inaccettabile ed incomprensibile è che, da un lato, la Regione Veneto con questi tre distinti atti del Consiglio Veneto si sia chiaramente espressa per la salvaguardia e la tutela del sito riconoscendone l’elevato valore ambientale, e dall’altro la concreta possibilità che la Giunta Regionale, incassato il parere della Commissione competente, dia il via libera alla realizzazione della discarica. Il tutto risulta aggravato dalle notizie che arrivano dalla Procura della Repubblica di Venezia e che vedono gli amministratori della ditta che dovrebbe realizzare l’opera rinviati a giudizio per traffico internazionale illecito di rifiuti. Tutti gli enti pubblici e le associazioni di categoria (tra cui la Provincia di Verona, l’ARPAV, il Consorzio di Bonifica Veronese, il Consorzio di Sviluppo del Basso Veronese, l’Ente Forestale Provinciale di Verona, la Coldiretti, l’Amministrazione Comunale di Roverchiara assieme ad altri nove Comuni limitrofi, i cittadini stessi con una sottoscrizione di più di 4000 firme) si sono espressi contrari alla realizzazione del progetto.

Ora sulle spalle dei nove componenti della Commissione VIA (nelle persone di: Silvano Vernizzi presidente, Cesare Bagolini, Livio Baracco, Mirko Campagnolo,Gianluca Faoro, Giampietro Gavagnini, Cristiano Paro, Roberto Penazzi, Antenore Quaglio, Riccardo Zopellaro – geologo, ingegneri, architetti ed un chimico) grava la responsabilità di acconsentire alla realizzazione della discarica favorendo di fatto un interesse privato di svariati milioni di euro. Da ultimo la beffa, ovvero il fatto che il Parlamento Europeo giovedì 14 marzo 2013 abbia approvato pressoché all’unanimità una direttiva che definisce l’amianto rifiuto pericoloso, imponendo il suo stoccaggio in apposite discariche per rifiuti pericolosi e promuovendo nel contempo processi di inertizzazione alternativi alla discarica che lo rendano rifiuto non più pericoloso.

Vi terremo informati sullo sviluppo della vicenda.